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Diagnosi celiachia

Diagnosi celiachia

Screening celiachia: aumento di casi tra i bambini in età scolare

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Il progetto di screening della celiachia nel bambino in età scolare, coordinato dal prof. Carlo Catassi dell’Università Politecnica delle Marche e finanziato da CariVerona, ha interessato 5mila bambini tra i 5 e i 10 anni.

L’indagine è stata condotta ad Ancona (da Maggio 2015) e a Verona (da Settembre 2015) ed è proseguito fino ad oggi,con l’invito a partecipare per 5.688 bambini attraverso una campagna informativa svolta nelle scuole.

Di questi bambini contattati hanno aderito al progetto  4.647, ovvero l’82% dei bambini invitati.

I soggetti che avevano ricevuto una diagnosi certa di celiachia prima dello screening erano 18, mentre i nuovi casi 40, con eventuale conferma in tutti i casi di accertamento.

I risultati di questo progetto di screening della celiachia hanno evidenziato una prevalenza della celiachia riscontrata dallo screening intorno all’1,6%, in aumento rispetto allo 0,38% riscontrato nell’indagine che risale agli anni ’90.

I risultati del progetto hanno, inoltre, evidenziato un elevato tasso di partecipazione al protocollo proposto, segno di un grande interesse della popolazione per questa problematica, e un’ancora elevata percentuale (70%) di casi che ancora non ricevono una diagnosi perché non hanno sintomi oppure hanno dei sintomi molto scarsi.

La modalità di screening proposta  è stata particolarmente efficace perché ha permesso di effettuare con l’utilizzo di un test ad alta sensibilità, rapido e poco impegnativo, un primo filtro della popolazione da sottoporre successivamente  al prelievo venoso.

Fonte:
ansa.it

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Diagnosi celiachia

Celiachia nei bambini: enteropatia persistente nonostante la dieta senza glutine

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Secondo quanto riportato sulla rivista Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, circa un bambino su cinque affetto da celiachia ha enteropatia persistente pur seguendo una rigorosa dieta senza glutine.

I ricercatori con questo studio hanno scoperto che né sintomi né la positività nel dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (tTG IgA) sono stati predittivi per la guarigione della mucosa.

Come hanno scritto i ricercatori, i risultati hanno suggerito la necessità non solo di una endoscopia linea di base per confermare la diagnosi celiachia, ma anche di considerare una ripetizione di endoscopia per  confermare la remissione. Hanno, inoltre, aggiunto che i criteri di gestione della celiachia pediatrica hanno il bisogno di essere rivisitati.

Ha fatto parte dello studio una revisione retrospettiva di 103 pazienti con celiachia con un’età inferiore ai 21 anni visitati presso il MassGeneral Hospital for Children tra gennaio 2012 e marzo 2015, e all’ospedale di Boston tra gennaio 2008 e dicembre 2013.

L’età media alla diagnosi era 10 anni e sono stati tutti sottoposti a endoscopia ripetuta con la biopsia duodenale almeno un anno dopo l’inizio della dieta senza glutine.

Il 19% dei pazienti ha avuto enteropatia persistente al momento della ripetizione dell’endoscopia, anche se avevano già iniziato la dieta senza glutine. Il 43% dei pazienti con enteropatia persistente avevano livelli elevati di tTG rispetto al 32% dei pazienti senza guarigione della mucosa.

A prescindere dalla presenza di sintomi e della durata della dieta senza glutine, la quantificazione IgA tTG era un predittore di istologia con una sensibilità del 43%, una specificità del 68%, un valore predittivo positivo del 25% e un valore predittivo negativo dell’83%.

I risultati devono essere confermati in maniera prospettica e sistematica per valutare la storia naturale di guarigione della mucosa nei pazienti pediatrici con celiachia che seguono una dieta senza glutine, hanno scritto i ricercatori, aggiungendo che complicazioni a lungo termine devono essere monitorate per valutare ulteriori opzioni di trattamento disponibili oltre alla dieta senza glutine e devono essere inoltre stabiliti dei tempi per eseguire le endoscopie nei pazienti con enetoropatia persistente.

Fonte:
pharmastar.it

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