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Celiaci in Italia

Celiachia: la diagnosi arriva dopo dodici anni

Secondo dati del Ministero della Salute la celiachia viene diagnosticata mediamente 12 anni dopo che è stata sviluppata.

La celiachia è una malattia che può presentare sintomi molto diversi da soggetto a soggetto, per questo spesso la diagnosi è difficile e arriva con molto ritardo. Gli esami che generalmente portano a una diagnosi sono esami del sangue e biopsia duodenale.

Vi è poi un’altra possibilità per verificare se si è o meno un soggetto a rischio celiachia: il test genetico. Si tratta di un test che si effettua tramite un prelievo di saliva dalla bocca attraverso un tampone simile a un cotton fioc. Spedito a un laboratorio di analisi il campione servirà ad analizzare il proprio dna, rivelando così eventuali predisposizioni genetiche alla malattia. La presenza di una predisposizione non indica necessariamente che si è affetti da celiachia o che la si svilupperò, ma è un ottimo campanello di allarme, soprattutto nel caso di bambini piccoli, ai quali si offrirà una chance in più per evitare esami invasivi come una biopsia duodenale.

I sintomi della celiachia, come detto, posso essere diversi e possono anche presentarsi dei casi asintomatici o con sintomi lievi, nei quali la patologia ha comunque effetti dannosi. I sintomi più frequenti sono: alterazioni cutanee, afte, anemia da carenza di ferro, malassorbimento con diarrea, carenze nutritive, debolezza, crampi, dolori ossei.

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