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Celiaci in Italia

I diritti del celiaco: tutte le tutele legali dedicate a chi è affetto da celiachia

Sono in pochi a saperlo, ma i celiaci sono tutelati per legge, in particolare nelle mense pubbliche ma anche in quelle private. Inoltre, hanno diritto a dei buoni spesa per l’acquisto di alimenti senza glutine.

È nella legge quadro del 4 luglio 2005 n. 123 che il legislatore ha inserito una norma diretta a favorire l’inserimento dei soggetti celiaci nella vita sociale. La norma prescrive di “agevolare l’inserimento dei celiaci nelle attività scolastiche, sportive e lavorative attraverso un accesso equo e sicuro ai servizi di ristorazione collettiva”. Per fare questo le strutture ospedaliere, le mense scolastiche e tutte le mense delle strutture pubbliche sono obbligate ad attrezzarsi per somministrare anche pasti senza glutine.

Questo, però, vale per le strutture pubbliche. In caso, per esempio, di una mensa sul posto di lavoro di una azienda privata, la legge non entra così nello specifico. E’ comunque possibile far valere un diritto universale, che da sempre viene assicurato a qualunque soggetto: il diritto alla salute, disciplinato dall’articolo 32 della Costituzione. Sarà comunque necessario fare una esplicita richiesta al datore di lavoro.

Infine, una tutela molto importante: sin dal 1982 il Servizio Sanitario Nazionale eroga gratuitamente alle persone affette da celiachia (purché naturalmente la malattia sia stata diagnosticata e certificata) una certa quantità di alimenti privi di glutine. Esistono infatti dei tetti di spesa fissati per legge e diversi a seconda di età e sesso dei soggetti. Queste soglie di spesa sono state stabilite per la prima volta dal Decreto ministeriale 8 giugno 2001, per poi essere confermate dal Decreto Ministeriale 4 maggio 2006, e vengono aggiornati periodicamente sulla base dei prezzi rilevati dei prodotti senza glutine.

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Per poter usufruire dei buoni spesa è necessario essere in possesso di un certificato di accertata diagnosi di celiachia e dell’autorizzazione dell’Azienda Sanitaria locale dell’autorizzazione a usufruire dell’erogazione del buono.

Ma a quanto ammontano questi buoni spesa per celiaci? Il decreto ministeriale del 4 maggio 2006 ha stabilito la cifra messa a disposizione dei soggetti celiaci: 140 € al mese per gli uomini e 99 € per le donne. In alcune Regioni è comunque possibile usufruire di cifre maggiori, poiché l’amministrazione regionale può decidere di integrare la somma o di parificare i limiti di spesa tra uomini e donne. Anche i bambini possono usifruire dei buoni per l’acquisto di prodotti per celiaci e hanno diritto a 45 € al mese fino al compimento del primo anno di età, 62 € al mese per i bambini al di sotto dei 3 anni e mezzo e 94 € al mese sino ai 10 anni.

I buoni spesa sono spendibile presso le farmacie convenzionate, presso i fornitori autorizzati (che in molte regioni ormai comprendono anche i supermarket) o direttamente rivolgendosi ai presidi della ASL.

Fonte immagine: Explore The Bruce – Bruce County – Flickr.com

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  • maddalena

    Salve, volevo chiedere se l’AIC è un’associazione per tutelare i celiaci, dovrebbero avere tutti gli stessi diritti e doveri. Se ad esempio i “buoni” si potessero spendere nei super market, la cifra è come se raddoppiasse, se mi danno 99 euro e pago un pacco di pasta 5,40 e un kg di farina 7 euro… è come se avessi 50 euro da spendere!! AIC dovrebbe essere gestito da un solo ente con leggi uguali per tutti! come per gli esami clinici c’è il codice dell’esenzione uguale per tutti ,così dovrebbe essere anche per gli alimenti!! non ci sono celiaci di serie A e celiaci di serie B ! c’è chi come me che ha ancora i foglietti da staccare tutti i mesi, chi le card, chi i buoni, chi è donna e prende 120 e il maschio 150… Sono proprio indignata!

  • Laura

    Ciao, nella lista di dove poter fare la spesa vi siete dimenticati di inserire i negozi specializzati
    che attualmente sparsi in tutta italia se ne trovano e a rispetto delle farmacie, trattano solo alimenti per celiaci hanno la convezione ASL e una vasta gamma di prodotti..
    Grazie. Laura

    • Patrizia

      Ciao Laura, grazie mille a te per la segnalazione!

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  • Marilena Pinna

    Ciao, come mai se per i bambini sono stati stanziati 94 euro noi ad OLBIA ne percepiamo solo 77,39? Tra l’altro è tutto molto più caro che in altri posti quindi non bastano nemmeno per un bambino di 7 anni!

    • Patrizia

      Ciao Marilena, quelli riportati (140 e 99 euro) sono i tetti massimi di spesa stabiliti dalla legge nazionale. Tuttavia in alcuni casi le cifre stanziate variano da regione a regione, e questo dipende dalla legge sulla deregulation delle regioni.

      Hai ragione, i prezzi degli alimenti per celiaci sono molto più cari in tutta italia (l’Aic parla di prezzi fino a 10 volte superiore, per di più aumentati di circa il 17% dal 2001 a oggi) e immagino che in Sardegna, per ragioni logistiche, possano essere ancora più alti. Forse ti converrebbe acquistare online o creare dei gruppi di acquisto con altri celiaci della tua zona.

  • Claudine

    Ma una domanda… Questi buoni sono percepibili anche per chi solo ha la predisposizione, alla celiachia? Per intendermi, ho tutti gli esiti negativi, sono in attesa di quelli dei test genetici… Se questi fossero positivi, cosa che mi viene da supporre, dato che se mangio del glutine, se ho anche solo una piccola contaminazione ormai sto malissimo(36 anni di glutine sono lunghi da smaltire, sembrerebbe…)avrei diritto a questi buoni, o risulterei sempre e solo una specie ormai di fissata, come in molti ignoranti osano dirmi?

    • Patrizia

      Ciao Claudine e ciao Nazareno, purtroppo i buoni vengono erogati soltanto ai casi di celiachia diagnosticata e accertata. Se l’esame della gastroscopia è negativo temo che non potrete ricevere i buoni…fossi in voi, se il test genetico e l’esame del sangue rivelano invece che potreste essere celiaci, proverei e ripetere la gastroscopia a distanza di qualche tempo. Accade, a volte, che i danni non siano immediatamente visibili…

    • Patrizia

      Claudine, forse potresti non essere celiaca, ma potresti essere sensibile al glutine o allergica al frumento. Può essere? I sintomi sono molto simili! Prova a leggere qui http://www.sintomi-celiachia.it/non-mi-diagnosticano-la-celiachia-ma-se-mangio-glutine-sto-male-ecco-perche/

      • Ssra

        Salve a mio parere è. Assurdo che un bimbo allergico a frumento uova e proteine del latte non possa percepire alcun aiuto dallo stato solo perché. Non celiaci.! Mah… E il bello è. Che sono obbligata a comprare solo in farmacia… Pagare 7 euro x la farina e prezzi esagerati x il resto…. Non ci sono parole.

    • Ettore

      Ti rispondo in merito alla mia esperienza, sono celiaco da circa 12 anni (una branca non comune di celiachia dermatite Herpetiforme), e facendo le analisi specifiche uscivano tutte negative. Ho dovuto fare la gastroscopia con n. 4 prelievi e farli analizzare per verificare che i villi erano deformati. Mia figlia ha fatto l’esame del sangue, non risultando celiaca, era piccolina 4 anni e non ho ritenuto opportuno fargli fare la gastroscopia, era allergica anche ad altri alimenti e decidemmo ma stava sempre male. Decidemmo io e mia moglie gli alimenti con il glutine poichè nessun medico indicava dale patologia. Mia figlia è stata bene, oggi mangia anche alimenti che da piccolina non mangiava. Io percepisco i 140 € mensili, abbiamo chiesto in ospedale dove vado a visita annuale come fare per far percepire i soldi anche a mia figlia. Mia figlia dovrebbe mangiare glutine normalmente per 6 mesi e fare la gastroscopia dove verrà accertata l’eventuale allergia al glutine.

  • nazareno

    sono celiaco da tre anni, ma risulta solo dalle analisi, dalla gastroscopia è negativo, quindi non posso fare il tesserino e quindi pago tutto.C’è una soluzione? grazie

  • Giorgia

    Ho scoperto la celiaca un mese fa, ho 28, lavoro in un’azienda con mensa privata, come mi devo comportare? Vi ringrazio.
    N.b. ho avvisato il cuoco e il più delle volte mi devo accontentare di affettati o di una fettina 🙁

    • Patrizia

      Ciao Giorgia, come spieghiamo nell’articolo, solo le strutture pubbliche sono esplicitamente obbligate dalla legge ad attrezzarsi per somministrare pasti senza glutine, ma in base alla costituzione, che sancisce il tuo diritto alla salute, anche nelle mense private hai il diritto di avere un pasto che sia adatto alle tue esigenze. Quanto alla qualità e alla varietà del cibo, penso si tratti di una richiesta che dovrai porre direttamente all’azienda, magari, se è il caso, chiedendo l’aiuto delle rappresentanze sindacali…A qualcun altro dei nostri lettori è capitato un caso simile? Come vi siete comportati?

      • gennaro ascione

        La risposta di Patrizia è giusta, ed apre un vulnus sulla legge citata, che mostrerebbe aspetti incostituzionali dal momento che solo gli enti pubblici hanno l’obbligo di fornire pasti privi di glutine.
        Oltre all’Art.32 della Costituzione aggiungerei anche l’Art. 3 che cancella ogni distinzione e discriminazioni nel caso citato, tra pubblico e privato.
        Fai normale richiesta al Datore di lavoro, se non ottieni risposta, rivolgiti ad un Legale chiedendo il riconoscimento della Legge con il rispetto di quanto stabilito agli Art.32 e 3 della nostra Costituzione.
        ciao Gennaro

  • Vanna

    Mi sembra eccessivo paragonare un bambino di 10 anni a una donna ed erogargli lo stesso importo.

    • Anna

      Ciao Vanna, in realtà non è così eccessivo come può sembrare…da mamma ti dico che spesso spendo più soldi per l’alimentazione di mio figlio rispetto a quanto spenda per me: io mi accontento e cerco i prodotti in offerta, per lui tendo a fare meno attenzione alla spesa per fargli avere prodotti più appetitosi o i suoi preferiti…
      Anna

    • Maria

      Forse x un bambino di 10 anni è anke poco invece!! Posso assicurarti ke un ragazzino di quell’età mangia quanto, o addirittura più un adulto!! Conservando però un peso assolutamente perfetto. Qst è un periodo di crescita e i bambini in un certo senso mangiano più dei grandi, bruciando di più ed avendo bisogno di maggiori nutrienti rispetto ad un corpo adulto già formato,ke deve solo sostentarsi.

      • Bea

        Già…per certi versi ha ragione Maria. E poi non è solo questione di quantità di cibo che si consuma: un adulto a volte si può anche “accontentare” di una marca o un prodotto meno care, mentre per i bambini di solito si tende a chiedere meno sacrifici e ad accontentarli (magari non sempre) anche se magari il loro prodotto preferito costa un pochino di più. Anche questo incide sul budget finale che diventa mooolto simile a quello di una donna adulta. 🙂

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