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Diagnosi celiachia

Le differenze tra celiachia e sensibilità al glutine

Esistono persone affette da celiachia e persone con la sensibilità al glutine. Quali sono le differenze principali tra queste due patologie?

A pochi giorni dai Gluten Free Days, manifestazione dedicata al mondo senza glutine, è importante fare chiarezza su quali sono le differenze tra celiachia e sensibilità al glutine.

Si tratta, infatti, di due sindromi ben diverse. La celiachia colpisce l’1% della popolazione , mentre la sensibilità al glutine è molto più diffusa e colpisce soprattutto il sesso femminile.

Per entrambe le sindromi, però, la cura è la stessa ovvero intraprendere un percorso che prevede una dieta senza glutine. Per i celiaci l’alimentazione senza glutine è permanente, mentre per le persone sensibili al glutine si tratta solo di un periodo transitorio.

La presenza del glutine in un prodotto deve essere segnalata sull’etichetta, in quanto si tratta di una proteina molto comune, presente nel frumento, nell’orzo, nell’avena, nel kamut, nel segale, nel fatto, nella birra e come addensante in molti prodotti dell’industria alimentare.

Vi sono alcuni cibi senza glutine che possono liberamente essere consumati sia dai celiaci che dai pazienti con sensibilità al glutine, come il mais, il riso, il sorgo, il miglio, la quinoa, il grano saraceno e l’amaranto, che non sono a rischio di contaminazione.

Tra i nuovi prodotti senza glutine troviamo anche gli shirataki ottenuti dal glucomannano, una farina che si estrae dalla radice di un tubero di origine asiatica chiamato Konjac, naturalmente priva di lattosio e glutine.

I celiaci possono anche utilizzare farina di castagne, quella derivata dai legumi come i ceci da sole o miscelate con farine gluten free per preparare deliziosi piatti a base di cibi senza glutine.

Per quanto riguarda la sensibilità al glutine, poco tempo fa la diagnosi veniva fatta per esclusione, mentre dal 2014 sono disponibili criteri specifici.

“I criteri di Salerno rappresentano il primo tentativo di uniformare la diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca da parte dei diversi specialisti. Tali criteri prevedono la somministrazione di glutine in cieco e la verifica della reinsorgenza dei sintomi tramite delle scale di valori condivise sulla base delle quali il paziente segnala la gravità dei sintomi” ha spiegato il dottor Luca Elli, Responsabile del Centro per la prevenzione e la diagnosi della Malattia Celiaca del Policlinico di Milano.

La dieta senza glutine, ultimamente, non viene seguita solo dai celiaci e dai pazienti con sensibilità al glutine, ma anche da molte persone che non hanno questi problemi.

La convinzione principale è che questa dieta possa far bene alla salute e che possa far dimagrire, ma in realtà può avere effetti collaterali, per cui è meglio evitarla se non in casi di necessità.

Fonte:
lastampa.it

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