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Sintomi celiachia

Non mi diagnosticano la celiachia, ma se mangio glutine sto male. Ecco perché

Il primario di gastroenterologia degli Spedali Civili di Brescia spiega la differenza tra celiachia e reazioni avverse al glutine (le intolleranze).

Un articolo che potrebbe essere utile a molti celiaci non ancora diagnosticati, ma anche ai tanti che spesso dicono “non mi diagnosticano la celiachia, ma se mangio glutine sto male”. Ecco il perché. A spiegarlo è il professor Alberto Lanzini in un articolo apparso sul sito newsfood.com.

L’insieme delle reazioni avverse al glutine include tre sottoinsiemi principali:

1) la celiachia
2) la sensibilità al glutine non celiaca
3) l’allergia IgE mediata al frumento.

Partiamo dal numero uno: la celiachia, la tipologia in intolleranza alimentare a maggiore prevalenza nel mondo, con una incidenza stimata di un soggetto ogni cento.
La celiachia, spiega il professore, si presenta nelle persone geneticamente predisposte, i portatori dell’antigene di istocompatibilità leucitario HLA DQ2 e DQ8
I sintomi possono variare: si va dai sintomi tipici del malassorbimento (calo ponderale, crescita rallentata nei bambini), a forme definite “atipiche”, che però sono le più comuni e che prevedono anemia, osteoporosi, intestino irritabile, ridotta fertilità nelle donne.

Pensi di essere celiaco? Verifica con un test genetico

In riferimento al secondo punto, la sensibilità al glutine non celiaca, il professore spiega che accade frequentemente nella pratica clinica di imbattersi in soggetti che hanno reazioni avverse a seguito dell’assunzione di cereali ma nei quali la diagnosi di celiachia o di reazione IgE mediata al frumento è stata esclusa. Questi soggetti rientrano tra coloro che sono affetti da quelle che vengono definite patologie appartenenti all’insieme delle malattie glutine-correlate (“Non Coeliac Gluten Sensitivity” o NCGS).
Questa patologia non è distinguibile dalla celiachia se si prendono in esame i sintomi, ma è invece possibile individuarla grazie all’assenza nei soggetti affetti degli autoanticorpi tipici della celiachia (anti-transglutaminasi ed antiendomisio) e alla presenza di un quadro istologico duodenale normale.
Anche nel caso di questa patologia l’unica terapia è una dieta priva di glutine, anche se il professore spiega che non è ancora noto se questi soggetti siano in grado di tollerare piccole quantità di glutine.

Infine, arriviamo al terzo sottoinsieme: l’allergia al frumento. Si tratta di una patologia assai meno frequente rispetto alle due precedenti. Si manifesta con la comparsa di lesioni cutanee (simili all’orticaria), sintomi intestinali come diarrea e vomito e anche di problemi respiratori come l’asma. Questi sintomi compaiono subito dopo l’assunzione dei derivati del frumento.
In rarissimi casi questa allergia può comparire in forma grave, con rischio di shock anafilattico e morte. La patologia può essere diagnosticata verificando la presenza di immunoglobuline della classe IgE dirette contro il glutine oppure mediante test cutanei. In questo caso la dieta da seguire dovrà essere priva di tutti gli alimenti derivati dal frumento.

Fonte immagine: Frapestaartje – Flickr.com

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