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Celiaci in Italia

Regione Veneto: celiaci a dieta, si tagliano i fondi

La regione ha deciso di diminuire il tetto massimo dei buoni spesa destinati ai celiaci.

L’abbassamento delle quote scattera a partire dal gennaio 2013 e coinvolgerà gli 8542 celiaci attualmente presenti in Veneto. La regione, pare, non desidera, o non può più permettersi, di essere tra quelle virtuose nei confronti della celiachia.

Secondo la legge nazionale, infatti, ai soggetti per i quali la celiachia è stata diagnosticata e accertata (se sospetti di essere celiaco ma non hai ancora svolto gli esami informati sulla possibilità di svolgere un test genetico: sicuro, affidabile, non invasivo: clicca qui per scaricare una guida completa e gratuita ai test genetici), spettano dei buoni spesa mensili per l’acquisto di prodotti dietoterapeutici senza glutine, fino a un massimo fissato da un tetto di spesa mensile. Le Regioni hanno però la possibilità di modificare i tetti di spesa verso l’alto o verso il basso. Il Veneto, nel 2008, aveva quindi introdotto prestazioni aggiuntive (chiamate extra-Lea) e tetti di spesa più alti.

La Giunta regionale ha però deciso a quattro anni di distanza da quel provvedimento di tornare alle soglie stabilite dal Ministero della Salute, ma non basta: quando parliamo di dieta per i celiaci,il senso è quasi letterale. L’erogazione del buono spesa in Veneto sarà infatti subordinato alla presentazione di una dieta personalizzata, prescritta da una dietista a seguito di una visita apposita. La dietista individuerà cioè il fabbisogno calorico di ogni soggetto, in base al quale verrà stabilito il limite di spesa, che dovrà comunque essere uguale o inferiore al tetto massimo.

Tra i celiaci si obbietta che tutte queste visite, che dovranno essere ripetute ogni tre anni per gli adulti ed ogni anno per i bambini, andranno certamente ad incidere sull’organizzazione degli ambulatori e sui relativi costi di gestione. Ci si chiede inoltre quanto questi costi di gestione andranno ad incidere sul risparmio previso per la pubblica amministrazione. Intanto la prospettiva è che ogni donna celiaca percepirà 45 euro in meno e questo a fronte di prezzi degli alimenti per celiaci che costano fino a cinque volte in più del normale.

Fonte immagine: Images Money – Flickr.com

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