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Ricerca scientifica

Sintomi celiachia: primi dati promettenti sul vaccino terapeutico

Un recente studio ha rivelato dati molto promettenti sul vaccino terapeutico Nexvax2, capace di proteggere i pazienti con celiachia dall’esposizione al glutine.

All’edizione 2016 del congresso Digestive Disease Week sono stati presentati due studi di fase 1 relativi a Nexvax2, un vaccino terapeutico capace di proteggere contro l’esposizione al glutine in alcuni pazienti con sintomi celiachia.

In entrambi gli studi il vaccino è stato ben tollerato dai pazienti.

Quando si parla di celiachia si parla di una malattia autoimmune causata dalla reazione immunitaria esagerata nei confronti del glutine, soprattutto in soggetti predisposti.

Si ha una progressiva distruzione della mucosa del piccolo intestino incaricata all’assorbimento dei nutrienti.

Sono stati descritti diversi epitopi in letteratura appartenenti a questa classe proteica, riconosciuti dai linfociti B e dai linfociti T CD4+ infiltranti la mucosa intestinale dei pazienti con celiachia.

Il fattore genetico principale è caratterizzato dal complesso maggiore di istocompatibilità umano di tipo II (HLAII) codificato da geni sul cromosoma 6p21.

Il 25-30% della popolazione ha l’aplotipo HLA-DQ2, ma l’1% dei soggetti con questa predisposizione genetica presenta la CD, indicando il coinvolgimento di altri geni, probabilmente non HLA- associati, nella patogenesi della celiachia.

Agli HLA-DQ2 è legato un effetto molto forte di dosaggio genico. Gli individui omozigoti hanno un rischio superiore di 5 volte di sviluppare la patologia rispetto agli individui eterozigoti.

Si tratta di uno studio di esperti americani, australiani ed europei secondo cui la celiachia si sviluppa a causa del consumo di glutine, soprattutto per gli individui con il gene HLA-DQ2.5. I ricercatori affermano, inoltre, che i celiaci possiedono cellule T CD4 + reattive al glutine.

Nexvax2 è stato sviluppato per ottenere un trattamento della celiachia che eviti ai pazienti di doversi privare del glutine nella dieta.

Si tratta di una formulazione iniettabile di tre peptidi con epitopi riconosciuti dalle cellule T CD4 + reattive al glutine.
Secondo i ricercatori l’iniezione di questi epitopi può trasformare le cellule T CD4 + che diventano reattive al glutine.

A 59 pazienti con celiachia e gene HLA-DQ2.5 sono state assegnate in modo casuale 16 dosi di Nexvax2 o placebo, due volte alla settimana per 53 giorni.

Prima e dopo il trattamento i pazienti hanno dovuto sfidare il glutine.  Durante questo studio è stata valutata la risposta delle cellule T di ciascun paziente.

Dopo 8 settimane sia i pazienti trattati con vaccino che quelli placebo hanno mostrato livelli simili di citochine plasmatiche e sintomi gastrointestinali.

Durante la seconda fase i pazienti non hanno avuto una risposta elevata delle cellule T come nella prima fase.  I pazienti che hanno ricevuto Nexvax2 avevano maggiori probabilità di completare questa sfida contro il glutine.

Questa, come hanno sottolineato i ricercatori, è la prima volta che un’immunoterapia antigene specifica, che ha utilizzato i peptidi, dimostra di indurre una non risposta sistematica agli epitopi delle cellule T dominanti nei pazienti con una malattia autoimmune.

Fonte:
pharmastar.it

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